Giovanni Orlando Guida Alpina UIAGM

Punta Penia Marmolada – ferrata Cresta Ovest

13
Settembre, 2019
La ferrata della cresta Ovest permette di raggiungere i 3.343 mt di Punta Penia, la cima più alta della Marmolada e di tutte le Dolomiti. È una ferrata lunga, a cui si aggiunge la difficoltà data dall’aria sottile dell’alta quota (siamo oltre i 3.000mt di quota!) ed in cui spesso si può trovare neve e ghiaccio anche in piena estate. Ma di contro, le emozioni che si possono vivere lungo questa via ferrata sono assolutamente uniche! La discesa avviene tipicamente lungo il ghiacciaio della Marmolada, il più esteso delle Dolomiti, ed è la ciliegina sulla torta di una giornata memorabile!

La “Regina delle Dolomiti” (così è chiamata anche la Marmolada) è una montagna unica in tutte le Dolomiti: lungo il suo versante settentrionale si estende il più grande ghiacciaio delle Dolomiti, il Ghiacciaio della Marmolada, mentre il versante meridionale è formato da una impressionante e verticalissima parete rocciosa alta fino a mille metri: la “Parete d’Argento”. La cima più alta è Punta Penia ed in prossimità della cima è posto il rifugio più alto delle Dolomiti: capanna Punta Penia. Le vie più facili per raggiungere la cima sono due: la via normale attraverso il ghiacciaio oppure la via ferrata alla cresta Ovest.

Oggi con Umberto, Veronica, Anita e Giovanni percorreremo la seconda, scendendo poi lungo il ghiacciaio, facendo così un bellissimo giro ad anello. Ci troviamo quindi alla partenza della vecchia bidonvia, sul lato trentino del Passo Fedaia, con la quale saliamo al rifugio Pian dei Fiacconi. Un  saluto ed un caffè da Guido, simpatico e gentile gestore del rifugio, nonché amico di vecchia data, è d’obbligo.

rifugio Pian dei Fiacconi – forcella Marmolada

Per raggiungere la via ferrata alla cresta Ovest dal Pian dei Fiacconi bisogna seguire il sentiero 606, che è percorso anche da una tappa molto spettacolare dell’Altavia numero 2. Ci mettiamo quindi in marcia seguendo il sentiero e lo seguiamo in discesa fino ad aggirare il poderoso avancorpo che scende da Punta Penia, entrando infine nel vallone che in alto culmina nella forcella Marmolada. L’attacco della ferrata è posto un centinaio di metri prima di questa.
Saliamo seguiamo sempre il sentiero 606, a tratti ripido e faticoso. L’accesso alla ferrata è sbarrato dai resti di un ghiacciaio, dapprima poco ripido. Anche se piccolo, è comunque consigliabile indossare imbrago, casco e ramponi e impugnare la picozza. Il tratto di ghiacciaio non è molto lungo ed è perfetto per i miei compagni che oggi utilizzano per la prima volta questi attrezzi. Alla fine del ghiacciaio un piccolo spiazzo pianeggiante ci permette di riporre nello zaino picozza e ramponi e di prepararci per la ferrata.

Sulla prima parte di ghiacciaio. Il meteo è perfetto!
Sulla prima parte di ghiacciaio. Il meteo è perfetto!

Il primo tratto di via ferrata è relativamente recente ed è stato costruito a seguito della cospicua riduzione del ghiacciaio. Per raggiungere forcella Marmolada una volta si seguiva un canale, ma allo stato attuale è molto ripido e fortemente soggetto alla caduta di pietre. È proprio lungo questa parte di recente costruzione che si concentrano le maggiori difficoltà tecniche. Più in alto le maggiori difficoltà saranno invece dovute all’altitudine e alla lunghezza del percorso.
È una magnifica giornata di metà settembre, con cielo limpido e aria frizzante. Nella notte, il forte temporale ha imbiancato di neve tutte le cime più alte delle Dolomiti. Il panorama è veramente fantastico! La neve stanotte è caduta copiosa anche sulla Marmolada e la sua ferrata, pertanto oggi dovremmo procedere con i ramponi per tutta la durata della ferrata.

In vista della forcella Marmolada
In vista della forcella Marmolada
Prima parte della ferrata. In basso si vede il piccolo ghiacciaio attraversato
Prima parte della ferrata. In basso si vede il piccolo ghiacciaio attraversato

La ferrata Cresta Ovest alla Punta Penia (Marmolada)

Superiamo il primo tratto di ferrata fino ad arrivare alla forcella Marmolada, uno strettissimo varco tra alte pareti verticali. La roccia bagnata e ghiacciata impone un po’ di prudenza in più, ma proseguiamo senza problemi. La ferrata segue lungamente la cresta Ovest della Marmolada, sospesa sopra le vertiginosa parete sud. Alcuni passaggi esposti sono veramente entusiasmanti e regalano delle visuali spettacolari sulla Parete d’Argento!
Il colore del cielo, dopo il temporale, è di un blu intenso e contrasta con il bianco della neve. Il paesaggio è emozionante e spesso ci fermiamo ad ammirarlo. Sella, Sass Pordoi, Sassolungo, Cinque Dita, Punta Grohmann e Sassopiatto troneggiano alle nostre spalle. Di tanto in tanto ci appaiono anche le Dolomiti meridionali: altopiano delle Pale di San Martino, Agner, Cima Uomo e molte altre. La salita procede seguendo sempre il cavo, in qualche punto sepolto dalla neve.

Sulla ferrata alla cresta Ovest di Punta Penia
Sulla ferrata alla cresta Ovest di Punta Penia
Divertimento e panorami assicurati lungo questa bellissima via ferrata!
Divertimento e panorami assicurati lungo questa bellissima via ferrata!
La neve della notte ricopre abbondantemente la roccia

Verso la sosta alla base del tiro chiave

Qui ci vogliono delle accortezze in più, ma tutto si risolve tranquillamente. I tratti più verticali, oggi in parte coperti da vetrato (sottile strato di ghiaccio, detto anche vergalss) impongono qualche difficoltà in più, però la corda supplementare che mi collega ai miei compagni mi permette di aiutarli perfettamente. Tra risate, fotografie e chiacchiere la salita procede spensieratamente. Di tanto in tanto qualche pausa ci permette di tirare il fiato… Siamo ormai bel oltre i 3.000 mt di quota e la mancanza di ossigeno si fa sentire. Niente di preoccupante, procediamo semplicemente con calma e con le dovute pause.

A volte ci fermiamo anche ad osservare le strutture di guerra presenti lungo la ferrata. Infatti, durante la Prima Guerra Mondiale, la cima della Marmolada era presidiata dall’Impero Austro-Ungarico. Le attuali condizioni ci fanno toccare con mano le difficoltà e le condizioni quasi inumane a cui sono dovuti resistere tutti quei soldati che combatterono lungo il fronte.
durante la Prima Guerra Mondiale. Un pensiero non può che andare a loro e all’assurdità di quella (e di tutte) le guerre

Panorama verso la parete sud del Piccolo Vernel e le montagne della Val di Fassa
Panorama verso la parete sud del Piccolo Vernel e le montagne della Val di Fassa
Tratti verticali verglassati. Il piccolo ghiacciaio attraversato la mattina è ormai molto distante
Tratti verticali verglassati. Il piccolo ghiacciaio attraversato la mattina è ormai molto distante
Traverso esposto e spettacolare lungo la via ferrata
Traverso esposto e spettacolare lungo la via ferrata
Il sorriso non manca mai!
Il sorriso non manca mai!
Nella parte alta un ripiano orizzontale è il luogo perfetto per uno spuntino e per riposarci prima dell’ultimo tratto di ferrata. Riprendiamo la salita, consci che ormai non manca molto. Finita la ferrata seguiamo ancora il sentiero (fino a pochi anni fa anche qui c’era un ghiacciaio…). Ormai è questione di poche decine di minuti. Tutto ad un tratto spunta la l’inconfondibile parete metallica della capanna Punta Penia. La cima è a poche decine di metri!
Sulla parte alta della via ferrata
Sulla parte alta della via ferrata
Man mano che si sale, le difficoltà tecniche diminuiscono
Man mano che si sale, le difficoltà tecniche diminuiscono
Sempre più vicino alla cima!
Sempre più vicino alla cima!
Spettacolare visione verso le Dolomiti meridionali: Agner, Pale di San Martino, Pale di San Lucano. Non manca proprio nessuno!
Spettacolare visione verso le Dolomiti meridionali: Agner, Pale di San Martino, Pale di San Lucano. Non manca proprio nessuno!
Piccolo Vernel, Gan Vernel, Roda de Mulon, Punta Grohmann, Cinque Dita, Sassolungo, Piz Ciavazes, Sass Pordoi, Piz Boè: semplicemente fantastico!
Piccolo Vernel, Gan Vernel, Roda de Mulon, Punta Grohmann, Cinque Dita, Sassolungo, Piz Ciavazes, Sass Pordoi, Piz Boè: semplicemente fantastico!

Arrivati alla croce, ammiriamo il panorama che si estende a 360° attorno a noi. È uno spettacolo unico! Siamo sul punto più alto di tutte le Dolomiti e siamo circondati da centinaia di cime. Impossibile indicarle tutte! Il cielo è talmente terso che si riescono a vedere anche i ghiacciai del Großglockner e del Großenediger in Austria, ma anche alcuni tra i principali gruppi montuosi lombardi!
Una fetta di strudel del mitico Carlo Budel, da alcuni anni gestore del rifugio, è quello che ci vuole per recuperare le forze perdute!

Capanna Punta Penia e le Pale di San Martino
Capanna Punta Penia e le Pale di San Martino
La toilette più alta di tutte le Dolomiti ad oltre 3.343 mt e a strapiombo sopra una parete alta 1.000 mt. Andarci è un'esperienza più unica che rara!
La toilette più alta di tutte le Dolomiti ad oltre 3.343 mt e a strapiombo sopra una parete alta 1.000 mt. Andarci è un’esperienza più unica che rara!

La discesa lungo la via normale a Punta Penia (Marmolada)

Dopo esserci adeguatamente rifocillati, iniziamo la discesa, seguendo la via normale di salita a Punta Penia attraverso il ghiacciaio. Percorriamo inizialmente la Schiena de Mul, una cresta che dopo un centinaio di metri ci deposita all’inizio del tratto delle roccette. Anche qui gli effetti dello scioglimento del ghiacciaio si fanno sentire: una volta la cresta era molto più affilata ed esposta! È comunque bene procedere con la massima cautela, perchè un errore non è ammesso: una scivolata è assolutamente da evitare!
Arriviamo sulle roccette e riprendiamo in mano il nostro kit da ferrata. Seguiamo il cavo che ci deposita direttamente sul ghiacciaio. Anche qui sono evidenti gli effetti del calo del ghiaccio: a volte è decisamente difficoltoso raggiungere il ghiaccio dalla fine del cavo metallico, tanto che è necessaria una calata con la corda. Per fortuna questa volta il passaggio è agevole e finalmente mettiamo i piedi sul ghiacciaio. Seguiamo fedelmente la traccia, che si snoda tra i crepacci (attenzione!).

Sulla prima parte della Schena de Mul, in questo tratto molto facile
Sulla prima parte della Schena de Mul, in questo tratto molto facile
Sempre in discesa lungo la via ferrata della via normale alla Marmolada
Sempre in discesa lungo la via ferrata della via normale alla Marmolada
In discesa lungo la ferrata. Una volta sul ghiacciaio dovremo passare dei crepacci belli grandi!
In discesa lungo la ferrata. Una volta sul ghiacciaio dovremo passare dei crepacci belli grandi!

La condizione del ghiacciaio è comunque ottimale e ci permette una progressione veloce e sicura. Arrivati in prossimità dell’ultimo ripido pendio ghiacciato, traversiamo verso destra per raggiungere le rocce. Qui c’è decisamente meno neve fresca rispetto alla parte alta e la discesa lungo il ripido pendio di ghiaccio sarebbe troppo pericolosa. In breve siamo alla fine del ghiacciaio. Dopo svariate ore possiamo finalmente toglierci i ramponi!

In discesa sul Ghiacciaio della Marmolada, in vista del Lago Fedaia
In discesa sul Ghiacciaio della Marmolada, in vista del Lago Fedaia
Guardandosi indietro per ammirare il ghiacciaio appena percorso
Guardandosi indietro per ammirare il ghiacciaio appena percorso

L’ultima parte del percorso, anche se non difficile è abbastanza insidiosa: camminiamo su lastre rocciose più o meno inclinate, spesso ricoperte da ghiaino. È necessario procedere con cautela, vista anche la stanchezza. Piano piano scendiamo lungo la morena del ghiacciaio, fino ad arrivare al rifugio Pian dei Fiacconi. Seduti sulla terrazza del rifugio, con il sorriso stampato sul viso ed un boccale di birra di mano, contempliamo soddisfatti la piccola croce di vetta della Marmolada, che si staglia contro il cielo.
Scendendo con la cestovia ci voltiamo spesso a guardare verso il ghiacciaio e la piccola croce di vetta, per rivivere ancora una volta il turbinio di emozioni che ci hanno accompagnato in questa stupenda giornata.

N.B. la cestovia che arriva al Pian dei Fiacconi è chiusa in via definitiva il 15 Settembre 2019. Per intraprendere la salita alla Marmolada, visto il cospicuo dislivello, si consiglia di pernottare la sera precedente all’ottimo Rifugio Pian dei Fiacconi, dove Guido, Sirio, Stefano e Davide vi accoglieranno con un’atmosfera calda ed amichevole e vi delizieranno il palato con i loro manicaretti. Fortemente consigliato!

2 Commenti

  1. franco

    Descrizione dettagliatissima. Bravi ragazzi. Ce ne fossero 100- 1000 . 10000- 100.000………………..

    Rispondi
    • Giovanni Orlando

      Grazie mille Franco. Questi commenti mi spronano a scrivere molti altri racconti!

      Rispondi

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